Vitigni autoctoni: Italia da record

Nel campo vitivinicolo l’Italia registra un altro record unico al mondo: il Bel Paese conta ben 335 vitigni autoctoni. Recentemente, inoltre, l’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino ha messo in luce un’ulteriore avanzata dell’Italia sui mercati internazionali, confermando il suo ruolo di primo esportatore mondiale.

Ma cosa si intende per vitigno “autoctono”? Rispondere a questa domanda non è semplice.

Il termine vitigno indica una particolare varietà di vite utilizzata per la produzione di vino. I vitigni si possono distinguere per differenti forme e colori dei chicchi di uva, del grappolo e delle foglie; inoltre possono essere suddivisi a seconda dei differenti periodi di maturazione e soprattutto per le diverse caratteristiche organolettiche dei vini da essi ottenuti.vini rossi pregiati

Invece, il termine autoctono (dal greco “autòs” stesso, e “chthòn” suolo) indica l’appartenenza di qualcosa o qualcuno ad un luogo. In questa accezione, l’aggettivo autoctono riservato ad un’uva significa che quel vitigno è nato e si è sviluppato in un preciso luogo geografico adattandosi al territorio che lo ha ospitato fin quasi a fondersi con esso.

La grande ricchezza del patrimonio viticolo italiano è nota in tutto il mondo. Tuttavia attualmente sono molti i vitigni che si vanno a perdere o che si salvano solamente grazie alla passione di singole persone. Bisogna considerare che sempre più spesso numerosi vini vengono prodotti utilizzando miscele di uve di differenti vitigni, soprattutto all’estero. La grande quantità di vitigni autoctoni è un elemento che deve essere assolutamente preservato e valorizzato. Il fatto che l’Italia sia il primo esportatore al mondo di vino evidenzia come la qualità dei vitigni incida sul valore del vino prodotto.

In particolare i vitigni italiani a bacca rossa producono la maggior parte dei vini rossi pregiati. Potete trovare utili informazioni sui tantissimi vitigni italiani su centovigneitalia.it, dai più classici ai più rari e di nicchia, senza dimenticare le maggiori eccellenze italiane come Barbera, Cannonau, Montepulciano, Nebbiolo, Sangiovese, Negroamaro.

 

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